Kunstverein + Agitazione Personale



100_di_50



Kunstverein (Milano) presenta: Agitazione Personale

progetto realizzato all’interno di “100 di 50”, un grande evento storico e contemporaneo incentrato sulla performance e curato da Giacinto Di Pietrantonio e Marco Scotini.

ANSIA DA PREDAZIONE




“Aiutami a togliere il cellofan, è insieme a quello del Simo, poi dobbiamo incartarglielo ancora perché se piove, gli si rovina, tienilo fermo...”
“E’ questo il nostro? …. Mamma che bello è ROSA!”
“Sì è bellissimo.”
“AN… AN… ANSSSSIA DA PPPPPRE… DA… ZIO… NE…. ANSIA DA PREDAZIONE!”
“Cosa significa?”
“Lo sai chi  sono i predatori?”
“Sì gli animali che mangiano gli altri animali”
“Ecco brava, anche le persone sono un po’ così ultimamente, come dei predatori, sembra che facciamo tutto  con la voglia di superare gli altri, di schiacciarli, di passarci sopra, di essere più belli  degli altri, più forti, di avere più tante cose degli altri, di avere le cose più belle,  di avere più soldi, anche a costo di rubare agli altri, di imbrogliare, di fare del male …”
“E’ vero,  è una cosa brutta, anche a scuola ogni tanto facciamo così…”
“Sarebbe meglio invece fare  le cose insieme no? Sarebbe meglio condividere le cose belle e  aiutarsi… è vero? Tu cosa dici?”
“Essì  certo. E noi se portiamo in giro questo cartello la gente diventa più brava?”
“Mah… forse qualcuno ci pensa, come abbiamo fatto noi…”
“E’ vero... magari qualcuno lo legge e ci pensa… posso portarlo un po’ io?”
“Prova…”

FUCK ME TENDER




Avrei voluto Vogliamo la pensione dei sensi, ma niente, era disponibile solo Fuck Me Tender.
Te pareva!
Ma no, è perfetto!
Mi sono sempre piaciute le frasi aperte.
Frasi ambivalenti che hanno una moltitudine di sfaccettature e che possono essere interpretate a seconda di come e dove le si ascolta.
Un cartello con scritto Fuck Me Tender in fucsia da portare in giro come agitazione personale.
Per Bergamo!
Altro che “fora di bal”
E’ il cartello che cercavo.
Sexy e provocatorio.
Forse non sono vestito per l’occasione?

Ma questa è una richiesta d’amore.
Non esiste Amore più grande dell’amore.
E allora a chi portarlo?

Appena lasciato il cartello davanti alla chiesa mi è corso incontro un uomo poco più giovane di me. Era un po’ seccato. Mi ha fatto delle domande cui ho cercato di rispondere pazientemente. Abbiamo parlato di amore. Amore di grandi e di bambini, di gay e di lesbiche,  di italiani e di stranieri, di coppie sposate e di coppie non sposate. Abbiamo finito anche per parlare di testamento biologico.
Chissà se poi è andato a farlo?

(When at last my dreams come true
Darling this I know
Happiness will follow you
Everywhere you go)

RICERCA AD OROLOGERIA

 

AGITARE PRIMA DELL'HUMUS




"il cartello è ambiguo!" ...da triplosensofila quale sono noto che il mondo è pieno di doppiosensisti :-O e a chi mi chiede (molti) "ma agitare cosa?" io rispondo sorridendo "tutto, agitare tutto!" ;)

RIFARE LA PUNTA ALLA SPERANZA



EMIGRARE LE NOSTRE SPERANZE



VOGLIAMO LA PENSIONE DEI SENSI



REMOTE ACTIVISM



e cosi alle undici e quasi e mezza come carbonari ci siamo incontrati
sotto il ferro cancello dell'accademia delle arti
caschi occhiali e cineprese su due ruote con motore a benzina a propulsione
lui il cartello stava magro come  sospeso su un'asta che voleva toccare l cielo
quadrato remote active viti o antiche remote  attività
 ancorate nell'aria alla ricerca di uno spazio
nascosto e presente
di una mente assonnata e assente
doveva attivare la corteccia universale
 il cartello di parole
 munito di remoti silenzi
di telecomandi
di narcotrafficanti di coscienze
 da indice interdipendenti
 innalzo al cielo il simbolo del nostro malanno e dell'eterno inganno
 il cammino verso il destino è cominciato
...

NON MOLLARE MAI!



Ciao a tutti
Volevo condividere con voi la mia esperienza.
Partendo dal presupposto che è stata molto emozionante e che arrivata in fondo al mio percorso avrei continuato non so ancora per quanto........ (sicuramente complice l’adrenalina! )è stato veramente interessante incrociare i sorrisi, gli sguardi e le parole delle persone. Ho sentito veramente tanta complicita verbale o analogica e questo mi ha sostenuta in questa non facilissima prova... in bergamo. Devo anche dire per onestà che proprio all’inizio, quindi piu faticosa da digerire, un adolescente in gruppo scolastico mi ha urlato “va a ca’ a prepara de mangia “ molto incoraggiante vero ? ma i vari : “sono con te”, “vai”, “d’accordo”, “è vero”, “proprio cosi” e una mamma che esorta il figlioletto di 6 anni a leggere il mio cartello, mi fanno dire che è stata un’esperienza positiva. Grazie Daniele  

NUOVE PROPOSTE

Queste alcune nuove proposte gentilmente elaborate da Beppe:

MI SPOSTO
SONO FUORI
OROLOGIO FERMO  (con un quadrante disegnato)
OPPRESSA SINCERA,LIBERA MENTE
VENDO LANOSTRA SPERANZAQUANTO OFFRI ?
QUANTO SOFFRI?
ASPETTAMI !!
VIVA
ADESSO BASTA
BUTTA LA PASTA
ANCORA VIVA
DAMMELA !

QUESTIONE DI SFIDUCIA


 


= ma dov'è la manifastazione?
= ah scusa, pensavo che fossi una guida turistica!
= comunisti!

> scusi ce la faccio a salire sull'autobus?
= veda lei!
> sisi ce lafacciamo! permesso, scusi, grazie

= non si può manifestare sull'autobus
> non sto manifestando
= ha un cartellone, veda lei
> non è che se ho un cartello sto manifetando, posso farlo anche con l'abbigliamento!

FROCI MA BUONI


FUTURO RADIOSO




SCOPERTO IL RACKET DELLE REINCARNAZIONI



certo che ce n'è di gente strana in giro per la città...!

SIAMO ALL'INVERNO DEL NOSTRO CONSENSO




Tutto pronto o quasi

Si parte sabato 5 febbraio



Cos'è l'agitazione personale?

Progetto per una manifestazione privata in spazio pubblico: corteo per 40 solisti nelle vie della città.
Ciascun performer trasporta -in solitaria- un cartello affisso su di una lunga asta di legno. Il performer decide quale tragitto percorrere e al termine abbandona il cartello nella città.
Una protesta contro uno stato d’animo, più che contro uno specifico provvedimento politico. Contro la condizione di rassegnazione a cui ci costringono lo squallore del panorama politico e la precaria situazione economica.
Su ciascun cartello è impresso un breve slogan che con pari ironia e sfinimento, presta voce a questo stato di agitazione personale.